La fotografia e i Fotografi

FROM PIXEL TO VOXEL

Scritto da Image Consult • Lunedì, 10 gennaio 2011 • Categoria: Tecnica


Benjamin Brosdau, software utilizzato: Maxwell RenderCon l'avvento della tecnologia digitale che rivoluzionò il mondo fotografico - prima professionale e poi esteso al grande pubblico - si introdussero concetti ben diversi da quelli assimilati da chi lavorava con i nitrati d'argento, concetti che tutt'oggi faticano ad essere abbracciati per nostalgia, pigrizia, disinformazione o sovrainformazione…
Molti dei concetti analogici sono rimasti, alcuni sono scomparsi ed altri, invece, sono parzialmente mutati: questo processo fa parte dell'evoluzione naturale che qualsiasi tecnologia, in quanto tale, persegue continuamente.

Per quanto riguarda la sfera fotografica, il suo ramo - i suoi rami - evolutivi si sono sempre più strettamente intrecciati con quelli dell'informatica, ampliando enormemente il potenziale di entrambi i ceppi: una tecnologia, infatti, non può essere considerata tale solo in quanto "nuova"; tecnologico è ciò che è nuovo, ma anche e soprattutto utile.


L'integrazione tra fotografia ed informatica ha dato alla luce un nuovo termine che ne sintetizza la sinergia: computer grafica (CG).
Fare computer grafica significa generare immagini senza necessariamente farle passare attraverso una macchina fotografica: le immagini che si sviluppano sono generate tramite l'impiego di software dedicati (gestiti, possibilmente, da hardware potenti ), con svariate possibilità creative, tra cui quella - per i cosiddetti "digital artist" più bravi - di creare immagini pressoché indistinguibili dalla realtà.

Ecco alcuni esempi di CG:

Benedict Campbell, software utilizzato: Cinema 4D Taylor james, software utilizzato: V-Ray

Il denominatore comune che sta alla base di queste immagini è lo sviluppo di un modello in 3 dimensioni, al quale vengono in seguito assegnati attributi fisici ed estetici che ne definiscono il realismo.

La creazione di immagini tramite un sistema con una dimensione aggiuntiva rispetto a quelle realizzate "semplicemente" in 2d rende necessario un ulteriore passaggio evolutivo nel ramo grafico: il pixel (picture element) si evolve in voxel (volumetric pixel). La differenza tra i 2 è la stessa che sussiste tra un quadrato ed un cubo, con delle implicazioni importanti a livello di informazioni trasmesse: il voxel, infatti, può integrare diverse informazioni su canali paralleli, come - ad esempio - la densità del volume rappresentato, oppure il suo colore o l'intensità di un segnale. Queste potenzialità rendono il voxel una tecnologia già impiegata anche in campo medico, ad esempio per risonanze elettromagnetiche o per la creazione di modelli tridimensionali da TAC.

L'introduzione del voxel nel mondo fotografico comporta una rivoluzione almeno pari a quella avvenuta con il passaggio dalla tecnologia analogica alla digitale. Uno degli aspetti secondo noi da evidenziare riguarda la potenzialità creativa: creature fantastiche, luoghi mozzafiato e situazioni improbabili che costerebbero tempo e denaro per poter essere colte con la fotografia tradizionale diventano accessibili e offrono anche un dinamismo mai visto, permettendo di modificare anche il particolare più remoto con rapidità ed efficienza.


In ultimis, vogliamo proporre le opere di Yukio Miyamoto, noto artista digitale che, padroneggiando magistralmente le tecniche di gradiente di Adobe Illustrator, riesce a conferire alle sue opere bidimensionali un'illusione di tridimensionalità impressionante: il suo lavoro è un sottoinsieme della CG; la differenza con il 3d? Provate a cambiare inquadratura.

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